Pubblicato il 09/07/14e aggiornato il

I 200 fattori di ranking dell'algoritmo di Google - Elenco completo.

Elenco completo dei 200 fattori di ranking di Google con infografica.
I dirigenti di Google hanno detto più volte che l'algoritmo del motore di ricerca omonimo si basa su più di 200 fattori di ranking per determinare il posizionamento di una pagina web in relazione a una data parola chiave. Non hanno mai dichiarato quali siano questi fattori e probabilmente mai lo faranno ma attraverso l'analisi della Guida SEO dello stresso Google, utilizzando i test messi a punto dagli esperti del settore e non ultimo tramite le dichiarazioni degli ingegneri di punta dello stesso Google sono stati individuati molti di questi fattori.
Il sito Alltop ha recentemente pubblicato una infografica che mostra tutti questi fattori suddivisi in categorie. Ci sono quelli legati al dominio su cui è hostato il sito, quelli legati alla pagina (page-level), quelli legati al sito. Ci sono poi i fattori che derivano dai backlink e quelli determinati dalla interazione degli utenti. Hanno importanza anche delle Regole speciali dell'algoritmo e i segnali sociali. Infine ci sono i fattori di spam on-site e i fattori di spam off-page. Credo di fare cosa utile ai lettori il riproporre questa interessante infografica con l'elenco completo in italiano di tutti e 200 i fattori di ranking dell'algoritmo di Google.


FATTORI DEL DOMINIO

  1. Età del dominio - Si tratta però di un parametro non particolarmente importante visto che Matt Cutts ha dichiarato che la differenza di autorevolezza di un dominio vecchio di sei mesi con uno vecchio di un anno non è così grande.
  2. Parola chiave presente nel dominio di livello più alto - Se la query cercata è presente nel nome del dominio questo dà un certo vantaggio
  3. Parola chiave come prima parola nel dominio - Il sito SEOMoz effettuò un test in cui veniva dimostrato che se una parola compare all'inizio del nome del dominio questo porta dei vantaggi rispetto alla sua presenza nel mezzo o alla fine.
  4. Periodo di registrazione di un dominio - I domini di spam non vengono quasi mai rinnovati quindi la data di scadenza di un dominio può essere usata per determinare quelli con usi illegittimi
  5. Keyword nel nome del sottodominio - Sempre da un'analisi di SEOMoz si evince che avere la parola chiave in un sottodominio porta dei vantaggi di posizionamento.
  6. Storia del dominio - Un sito che ha cambiato di proprietà può indurre Google a riconsiderarlo e ad azzerare i benefici dei backlink ottenuti
  7. EMD ovvero Exact Match Domain - Benché un aggiornamento abbia limitato la presenza di domini di bassa qualità nei risultati di ricerca avere una corrispondenza esatta tra il dominio e una parola chiave porta ancora una grossa spinta.
  8. Whois pubblico meglio del Whois privato - Tramite Whois si può identificare il proprietario di un dominio. La protezione della privacy per un dominio può indurre Google a credere che il proprietario possa esserlo anche di un network di siti di spam.
  9. Penalizzazione del proprietario - Se Google identifica un sito come spam verranno controllati e eventualmente penalizzati anche tutti gli altri siti dello stesso proprietario.
  10. Estensione del paese ccTLD - L'estensione ccTLD del paese (Country Code Top Level Domain) come per esempio il .it  aiuta il dominio a posizionarsi meglio nelle ricerche locali ma lo danneggia nelle ricerche a livello globale.

FATTORI PAGE LEVEL

  1. Keyword nel tag Title - Le parole chiave presenti nel titolo hanno grande rilevanza
  2. Il Titolo inizia con la keyword - Se la prima parola del titolo è anche la parola chiave questo dà una ulteriore spinta alla pagina.
  3. La parola chiave presente nella meta descrizione - Se la keyword è presente nella meta descrizione ne beneficerà il posizionamento della pagina.
  4. Parola chiave presente nel tag <h1> - Questo tag è considerato il secondo livello del titolo della pagina e dà una forte spinta al posizionamento
  5. La keyword è la parola più frequente nella pagina - Benché una eccessiva presenza di una stessa parola chiave possa essere considerato negativamente un dosaggio naturale della parola chiave può portare a un miglioramento della SERP.
  6. Lunghezza della pagina - È noto che Google preferisce le pagine ricche di contenuti che si occupano del tema sotto vari aspetti rispetto a articoli corti e pubblicati con superficialità.
  7. Densità della query - Come detto nel punto 5) una presenza eccessiva di keyword può essere penalizzante ma Google usa questo dato per determinare il "topic" della pagina.
  8. LSI ovvero Latent Semantic Indexing - L'uso dei sinonimi e di termini correlati aiuta Google a determinare con più esattezza il tema della pagina. Per esempio le keyword Modello e Blogger individuano un tema molto diverso dalle keyword Modello e Abito.
  9. LSI nel tag Title e nella Meta Descrizione - Vale quanto detto nel punto 8) anche in relazione alle query presenti nel tag Title e nella Meta Descrizione.
  10. Velocità di caricamento della pagina - Come ribadito più volte dagli ingegneri di Google la durata di caricamento della pagina è un fattore di ranking usato per penalizzare i siti più lenti. Google ha introdotto Page Speed per aiutare gli webmaster in questa ottimizzazione.
  11. Contenuti duplicati - I contenuti copiati  anche se leggermente modificati possono influenzarne negativamente la visibilità del sito.
  12. Rel=canonical - L'uso di questo tag permette di risolvere i problemi relativi a contenuti duplicati.
  13. Durata del caricamento della pagina con Chrome - Google usa il tempo di caricamento ricavato da Chrome per migliorare il dato di cui al punto 10).
  14. Ottimizzazione delle immagini - Occorre usare i tag Alt e Title per indicare a Google il significato delle foto. È utile anche l'uso della descrizione e della didascalia.
  15. Contenuti freschi e aggiornati - L'aggiornamento denominato Caffeina è stato introdotto per favorire i contenuti più recenti o aggiornati da poco
  16. Frequenza di aggiornamento delle pagine - Il numero e la frequenza degli aggiornamenti gioca un ruolo importante per determinante la loro freschezza
  17. L'importanza della parola chiave - Avere la parola chiave nelle prime 100 parole del contenuto è considerato un segnale di rilevanza per la pagina. 
  18. Keyword nei tag <h2> e <h3> - Oltre che nel tag <h1> anche nei tag delle altre intestazioni è considerato un segnale di particolare rilevanza dei contenuti.
  19. Ordine esatto delle keyword - L'ordinamento giusto delle keyword rispetto alle query di ricerca porta a un migliore posizionamento rispetto a un ordine inverso.  
  20. Rilevanza dei link in uscita - Linkare dei siti o delle pagine di qualità pertinenti con il contenuto della pagina aiuta il posizionamento. Per esempio linkare una pagina della azienda Apple indica che nella pagina si parla di computer o smartphone piuttosto che di mele.
  21. Qualità dei link in uscita - Per fare un esempio pratico, visto gli argomenti trattati in questo articolo, se viene linkata quella che è considerata la Bibbia del SEO, questo è sicuramente un fattore che ne aiuta il posizionamento.
  22. Quantità dei link in uscita - Troppi link dofollow in uscita fanno fruire Page Rank a pagine che probabilmente non lo meritano tutte e possono indebolire l'autorevolezza del sito.
  23. Ortografia, grammatica e sintassi - Un contenuto scritto senza errori grammaticali aiuta il suo posizionamento anche se Matt Cutts ha dichiarato che commenti scritti non in modo corretto non indeboliscono l'autorità del sito.
  24. Contenuti originali - Il contenuto della pagina è originale? Se non lo è e se è stata ricavata da una pagina già indicizzata le sue performance SEO saranno inferiori a quelle della pagina originale.
  25. Contenuti aggiuntivi - La presenza di contenuti o tool aggiuntivi quali convertitori di valute, mappe o ricette interattive porta un beneficio in chiave SEO.
  26. Link interni - Linkare le nostre stesse pagine è molto importante per facilitarne l'indicizzazione. Per spingere una nostra pagina è opportuno linkarla in homepage. Il numero di link interni che ottiene una pagina del nostro sito la spinge rispetto alle altre pagine.
  27. Qualità deli link interni - I link interni da pagine con alto Page Rank sono più rilevanti in chiave SEO di quelli con Page Rank basso o nullo.
  28. Multimedia -  È importante che nei nostri contenuti siano presenti elementi multimediali quali immagini, video e altri oggetti per migliorarne il ranking.
  29. Collegamenti rotti - I Broken Links presenti in una pagina sono indice di un sito gestito non troppo bene e disperdono il fluire del Page Rank. Attraverso gli Strumenti per Webmaster possono essere riparati i link rotti
  30. Livello di leggibilità - Secondo alcuni esperti SEO il grado di leggibilità di un contenuto è rilevante per poterlo presentare a utenti di livello alto, medio, basso o specialistico. Per essere competitivi con tutti questi bacini di utenza sarebbe opportuno affiancare contenuti descrittivi con contenuti più di nicchia e adatti a specialisti.   
  31. Link verso siti affiliati - Link di affiliazione inseriti con moderazione non danneggiano il sito ma se si esagera Google potrebbe analizzare il sito per verificare se porta o meno valore aggiunto.
  32. Errori HTML e Validazione W3C - La validazione W3C di un sito può essere un fattore di qualità sia pure piuttosto debole mentre gli errori HTML sono sintomo di debole autorevolezza.
  33. Autorevolezza del dominio - Ciascuna pagina viene influenzata dalla autorità del dominio
  34. Page Rank - Il Page Rank all'inizio era il fattore più importante dell'algoritmo e anche adesso è uno dei più rilevanti. L'alto Page Rank della Homepage influenzerà positivamente anche il ranking delle pagine secondarie.
  35. Lunghezza dell'URL - URL brevi tendono a posizionarsi meglio di URL lunghi
  36. URL Path - Le pagine più vicine alla Homepage ricevono più spinta di quelle lontane
  37. Editori umani - Non si sa bene se sia una leggenda metropolitana o no ma pare che Google utilizzi anche un team di persone che leggono i contenuti di siti campioni per poi darne una valutazione.
  38. Categoria o etichetta - Una categoria pertinente alla query porta a una spinta positiva rispetto a una categoria non pertinente alla ricerca effettuata dall'utente.
  39. Tag di Wordpress - In Wordpress oltre alle categorie ci sono i Tag che sono utili in chiave SEO perché mettono in relazione tramite link interni le pagine che trattano lo stesso tema.
  40. Parole chiave nell'URL - Anche in Blogger si può personalizzare il Permalink per inserirvi delle parole chiave pertinenti. Si tratta di uno dei fattori più rilevanti.
  41. Categoria nell'URL - In Wordpress si può inserire nell'URL anche la categoria che viene rilevata da Google e dà un segnale preciso di quello che tratta la pagina.
  42. Referenze e Fonti - Citare le referenze e le fonti di un articolo non è un favore che si fa al sito linkato ma è anche un fattore di qualità come la Bibliografia nelle pubblicazioni accademiche.
  43. Elenchi puntati e numerati - Inserire i contenuti in degli elenchi serve a suddividerli per una loro maggiore usabilità ed è un fattore di ranking tra i più consolidati
  44. Priorità della pagina nella Sitemap - Alcuni formati delle Sitemap supportano l'introduzione delle pagine con priorità attraverso il tag  <priority>
  45. Troppi link in uscita - Eccedere con i link in uscita in una pagina potrebbe disperdere Page Rank e quindi ridurne il suo ranking.
  46. La quantità di query con cui la pagina si posiziona - Se oltre alla parola chiave principale una pagina si posiziona anche per altre parole chiave allora è sintomo di qualità della pagina.
  47. L'età della pagina - Sebbene Google preferisca i contenuti freschi una pagina vecchia che però viene aggiornata spesso può posizionarsi meglio di una pagina appena pubblicata.  
  48. Layout semplice da navigare - Un sito con un layout che permette una facile navigazione all'utente è considerato un fattore di ranking importante rispetto a siti di difficile consultazione.
  49. Domini parcheggiati - Un update di Google del Dicembre 2011 ha ridotto la visibilità online dei domini parcheggiati

 

FATTORI DI RANKING RELATIVI AL SITO

  1. Il contenuto genera valore e intuizioni univoche - Google aggiorna costantemente i suoi algoritmi per penalizzare i siti di bassa qualità.
  2. Pagina di contatto - La presenza di una pagina di contatto del webmaster è vista positivamente da Google. Pare che ci sia un bonus per quei siti in cui l'indirizzo email di detta pagina coincida con quello presente nel Whois.
  3. Domain Trust / Trust Rank - È un parametro dato dalla differenza dei backlink dei siti con alta autorevolezza rispetto al sito in oggetto. È un fattore di ranking di primaria importanza.
  4. Architettura del sito - Una struttura chiara aiuta Google a indicizzare e a valutare meglio i contenuti della pagina web.
  5. Aggiornamenti del sito - La frequenza con cui si postano nuovi contenuti è un sintomo di freschezza e aiuta a posizionare meglio tutte le pagine.
  6. Numero delle pagine - Il numero di pagine di un sito rappresenta un debole segnale di autorevolezza. Siti con poche pagine e con contenuti di bassa qualità potrebbero essere considerati da Google come siti affiliati. 
  7. Presenza di sitemap - Le sitemap aiutano l'indicizzazione del sito
  8. Site Uptime - Troppi downtime del sito dovuti a manutenzione, guasti o altre cause potrebbero causare un peggioramento del ranking e addirittura la rimozione dai risultati di ricerca.
  9. Localizzazione del server - Il posizionamento fisico dei server potrebbe incidere sul ranking specialmente per quello che riguarda le ricerche locali.
  10. Certificazione SSL - In relazione ai siti di e-commerce pare che Google preferisca i siti che utilizzano l'uso della certificazione SSL.
  11. Termini di servizio e pagina della privacy - La presenza di queste due pagine rende il sito più affidabile agli occhi di Google.
  12. Contenuti duplicati nel sito - Google preferisce contenuti originali anche se questi ultimi sono stati copiati dal nostro stesso sito.
  13. Navigazione Breadcrumbs - Tale tipo di navigazione potrebbe essere un fattore di ranking. Si tratta in sostanza della possibilità per l'utente di tenere traccia della sua posizione nel sito.
  14. Ottimizzazione per il mobile - I siti con una versione mobile o con un tema o modello con il cosiddetto Responsive Design vengono posizionati meglio nelle ricerche da mobile.
  15. Youtube - Basta fare delle ricerche per rendersi conto di come i video di Youtube abbiano un posto di riguardo nelle SERP. I maligni dicono perché sia di proprietà dello stesso Google.
  16. Usabilità del sito - Un sito difficile da navigare potrebbe avere una diminuzione del ranking a causa delle pagine viste e della frequenza di rimbalzo.
  17. Google Analytics e Strumenti per Webmaster - Alcuni esperti SEO ritengono che avere questi due strumenti attivi sul sito possa influire sul suo ranking in modo positivo.
  18. Recensioni utenti / Reputazione del sito - Un sito che abbia delle recensioni su Yelp.com potrebbe essere favorito nell'algoritmo. Google comunque è attento a monitorare portali che servono unicamente per ottenere backlink e quindi Page Rank.

FATTORI DI RANKING DERIVATI DAI BACKLINK

  1. L'età dei siti che ci linkano - I backlink da siti vecchi sono più importanti dei link a ritroso ottenuti da siti di recente costruzione.
  2. Il numero dei domini che ci linkano - Il numero dei siti da cui otteniamo backlink è uno dei più importanti fattori di ranking come è dimostrato dal grafico della infografica tratto da SEOMoz.
  3. Il numero di link da indirizzi IP class-c - La diversità dei backlink è un fattore positivo
  4. Il  numero delle pagine che ci linkano - Tale numero anche per pagine appartenenti allo stesso sito è comunque un fattore positivo di ranking.
  5. Il Tag ALT - È fondamentale se si utilizzano immagini per collegamenti al sito in oggetto
  6. Link da domini .gov e .edu - Sebbene Matt Cutts lo abbia smentito numerosi esperti SEO ritengono che i link da siti governativi o accademici siano più rilevanti degli altri.
  7. Page Rank delle pagine che ci linkano - Si tratta di uno dei fattori di ranking più rilevanti visto che un link ottenuto da pagina autorevole conta di più di quello avuto da una pagina non di qualità.
  8. Autorevolezza del dominio che ci linka - Oltre che il Page Rank della singola pagina è importante anche l'autorevolezza del dominio di cui fa parte la pagina che ci linka.
  9. Link dai competitor - Essere linkati da siti che si occupano dei nostri stessi temi è considerato un fattore di ranking molto importante per quella particolare keyword.
  10. Condivisioni sui social network - Il numero di condivisioni sociali di una pagina possono modificare il peso dei backlink che vi sono contenuti.
  11. Backlink da cattivi vicini - I link avuti da domini non di qualità potrebbe abbassare il ranking
  12. Guest Post - I link provenienti da Guest post potrebbero non avere l stesso impatto degli altri link. C'è da dire che sul tema dei Guest Post Matt Cutts ha dichiarato che potrebbero essere addirittura considerati alla stregua dello spam.
  13. Il numero di link verso la home - Tale numero potrebbe avere una influenza sul valore dei link che escono da quel dato dominio.
  14. Collegamenti Nofollow - Si tratta di un tema molto controverso. In linea di massima Google dice che non li segue però Matt Cutts ha dichiarato che un po' di Page Rank può fluire ugualmente. Avere molti link nofollow potrebbe però portare Google a credere che siano non naturali.
  15. Diversità di tipologie di link - Ricevere backlink sempre dagli stessi siti oppure solo nei commenti potrebbe indicare un profilo di spam mentre la diversificazione dei backlink è sintomo di qualità.
  16. Link sponsorizzati - I collegamenti se posizionati vicino alle parole sponsor, link partners, sponsored links e le loro traduzioni in italiano possono diminuire il valore di tali link.
  17. Link contestuali - I collegamenti presenti in paragrafi di testo sono considerati più importanti di quelli presenti in pagine vuote o in sezioni secondarie delle pagine.
  18. Uso inappropriato del redirect 301 - Troppi redirect 301 in un backlink ne diminuiscono il loro valore come dichiarato da Matt Cutts in un video.
  19. Testo di ancoraggio dei backlink - Tale parametro riveste una rilevante importanza perché è descrittivo della pagina a cui è collegato o comunque lo dovrebbe essere.
  20. Anchor text nei link interni - Il testo di ancoraggio nei link interni è meno importante di quello dei link esterni ma è utile per dare una descrizione della pagina a cui è diretto il link. Servono per spingere la pagina linkata in relazione alla parola chiave del testo di ancoraggio.
  21. Il testo del tag Title - Quando si passa con il mouse sopra a un link si visualizza il testo presente all'interno del tag Title. Tale testo è rilevante per descrivere il link.
  22. Il paese dei domini che ci linkano - Essere linkati da siti con estensioni .de, cn, .co.uk, es, fr, it dà maggiore rilevanza alle query dei rispettivi paesi.
  23. Posizione del link nei contenuti - I link posizionati all'inizio del contenuto sono valutati di più di quelli posizionati alla fine dell'articolo.
  24. Posizione del link nella pagina - I link che appaiono all'interno della pagina sono più importanti di quelli per esempio posizionati nella sidebar o nel footer.
  25. Pertinenza dei domini che ci linkano - Un link a ritroso ottenuto da un sito che tratta il nostro stesso tema porta più valore di un link da una pagina con nessuna attinenza.
  26. Pertinenza della pagina che ci linka - Quello che vale per i domini come nel punto 25) vale nello stesso modo anche per la pertinenza della pagina che ci linka.
  27. Il testo intorno al link - Per valutare un link pare che Google analizzi i termini vicini al link dando maggiore valore se sono presenti termini positivi piuttosto che negativi.
  28. Keyword nel titolo - Pare che Google dia maggiore importanza ai backlink provenienti da pagine che abbiano nel loro titolo la keyword in oggetto.
  29. L'incremento del numero dei backlink - Un sito che aumenta costantemente il numero dei backlink riceve una spinta maggiore rispetto a quelli che rimangono stabili o che ne aumentano in misura inferiore.
  30. Decremento dei backlink - All'opposto  una diminuzione dei link a ritroso è sintomo della diminuzione della popolarità e autorevolezza del sito.
  31. Link da pagine HUB - Vengono definite pagine Hub quelle particolarmente rilevanti in una data nicchia. Ricevere backlink da queste pagine è tale da portare una notevole spinta.
  32. Link da siti autorevoli - Un link che proviene da un sito considerato una autorità in materia è considerato più importante di link provenienti da siti senza questa qualifica. 
  33. Link provenienti da Wikipedia - Nonostante questi link siano  nofollow avere dei link a ritroso da Wikipedia è un segnale di autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca.
  34. Ricorrenza dei termini - Google analizza le parole vicino ai link per valutarli.
  35. Età dei backlink - Anche a seguito di un brevetto di Google i link più vecchi generano più valore dei link appena ottenuti.
  36. Link da siti reali vs link da siti Sblogs - Per neutralizzare la proliferazione dei blog di spam (sblog) Google assegna più rilevanza a link provenienti da siti reali. Per distinguerli Google utilizza il brand e l'interazione degli utenti.
  37. Profilo di backlink naturali - I siti cha abbiano un profilo di link naturali hanno un miglior ranking e ottengono dei posizionamenti più stabili nelle SERP.
  38. Scambi di link - Google combatte gli scambi e gli schemi di link per favorire i backlink naturali. Sono tollerati link reciproci tra siti dello stesso network.
  39. Link generati dagli utenti - Un commento su un sito genera almeno un link. Google è in grado tramite l'utilizzo degli IP di distinguere i commenti dei lettori da quelli dell'amministratore del blog che potrebbe utilizzare delle false identità.
  40. Redirect 301 per link esterni - I backlink ottenuti tramite un redirect 301 potrebbero diminuire il loro valore anche se Matt Cutts dice che c'è comunque poca differenza.
  41. I Microformati di Schema.org - Le pagine che supportano i microformati potrebbero posizionarsi meglio delle pagine che non li supportano.
  42. Essere presenti nella directory DMOZ - Pare che essere presente su questo portale possa portare dei vantaggi di ranking anche se Matt Cutts dichiara che non è effettivamente così.
  43. Essere presenti nella directory di Yahoo! - Vale quanto detto per la directory precedente. Ci potrebbe essere un occhio di riguardo per i siti che sono indicizzati su Yahoo!.
  44. Numero di link che escono dalla pagina - Il Page Rank di una pagina ha un valore definito che è funzione del PR della stessa pagina. Quando in questa pagina c'è un solo link vi fluisce tutto il Page Rank mentre se i link presenti sono decine o centinaia ne fluirà molto meno in ciascuna delle pagine a cui sono collegati.
  45. Link dai profili dei forum - A causa dei fenomeni di spam Google potrebbe aver reso poco importanti i link dei profili dei post sui forum.
  46. Il conteggio delle parole di un contenuto - Per essere chiari un link che proviene da una pagina con 1000 parole è più importante di un link che proviene da un contenuto di 25 parole.
  47. Qualità del contenuto che ci linka - I backlink inseriti in un contenuto di bassa qualità valgono meno dei link in contenuti di alta qualità.
  48. Link sitewide - I link sitewide sono quei link che sono presenti in tutte le pagine. Per esempio un link posizionato nella sidebar o nel footer è presente in tutte le pagine del sito. Matt Cutts ha dichiarato che questi link sono considerati come se fossero un solo link.

FATTORI DI RANKING CHE DIPENDONO DALLA INTERAZIONE DEGLI UTENTI

  1. CTR organico per una keyword - Le pagine che ottengono un CTR più alto hanno un ranking migliore rispetto a quelle che ce lo hanno basso in relazione alla stessa keyword. Si tratta della percentuale di click ricevuti nelle pagine dei risultati delle ricerche.
  2. CTR organico per tutte le parole chiave - Il dato del CTR per tutte le parole chiave potrebbe essere un segnale di interazione basato sul fattore umano (quelli che cliccano sui risultati).
  3. Frequenza di rimbalzo - Il bounce rate è la percentuale degli utenti che abbandona il sito dopo aver consultato solo una pagina. Non tutti gli esperti SEO sono concordi nel considerarlo un fattore di ranking ma Google potrebbe usare questo fattore umano, qualora fosse alto alto, come una mancanza di contenuti correlati e quindi un indice di bassa qualità.
  4. Traffico diretto - Google utilizza i dati di Chrome per analizzare quanto traffico diretto è convogliato verso un sito. Questo dato se è particolarmente alto è indice di alta qualità del sito in rapporto a siti che invece lo abbiano basso.
  5. Utenti di ritorno - Se la percentuale degli utenti che ritornano a visitare un sito è alta agli occhi di Google significa che si tratta di un sito di alta qualità.
  6. Siti bloccati - Chrome ha un algoritmo per rilevare la presenza di malware per poi bloccare i siti che lo contengono. Tali siti potrebbero subire penalizzazioni se la cosa non viene risolta.
  7. Preferiti di Chrome - Sembra che la presenza di pagine di un sito nei Segnalibri di utenti di Chrome sia un segnale di alta qualità dello stesso.
  8. Dati di Google Toolbar - Oltre ai dati di Chrome è possibile che Google analizzi anche quelli ottenuti dalla sua Toolbar anche se adesso è molto meno usata di qualche anno fa. Sembra però che Google si limiti a considerare i dati della velocità di caricamento e della presenza di malware.
  9. Numero dei commenti - Nelle pagine in cui si può commentare la presenza di numerosi commenti è un segnale positivo della interattività degli utenti.
  10. Tempo di permanenza - Pare che il tempo trascorso da un utente medio sul sito possa essere un medio fattore di ranking.

REGOLE SPECIALI DELL'ALGORITMO DI GOOGLE

  1. Ricerche fresche - Google dà una spinta alle pagine appena pubblicate per un certo lasso di tempo in rapporto a determinate query di ricerca.
  2. Cronologia dell'utente - I siti che un utente loggato su Google visita di frequente hanno una spinta nel ranking del motore di ricerca.
  3. Cronologia delle ricerche - Le ricerche concatenate (Search Chain) influenzano i risultati di ricerca per le ricerche successive.
  4. Ricerche con diversità di risultati - Google potrebbe aumentare la diversità dei risultati per ricerche ambigue come "ted", "WWF" o "ruby".
  5. Geo Targeting - Nelle ricerche locali Google dà priorità ai siti hostati su server con IP situato nella stessa zona e con domini specifici per quel paese.
  6. Safe Search - Attivare questo filtro comporta che risultati per adulti non vengano mostrati.
  7. Cerchie di Google+ - Google mostra nei primi risultati pagine di autori che l'utente ha nelle proprie Cerchie di Google Plus.
  8. Denunce DMCA - Google penalizza i siti che abbiano ricevuto denunce per violazione del copyright in relazione al documento DMCA del governo americano.
  9. Molteplicità dei domini - In relazione a una particolare keyword nel passato potevano essere mostrati più risultati dello stesso dominio nelle prime posizioni. Con l'aggiornamento denominato Bigfoot è stato posto rimedio e in linea di massima Google cerca di mostrare più domini.
  10. Ricerche transnazionali - Per alcune tipologie di query come per esempio i voli aerei vengono mostrati i risultati in layout particolari.
  11. Ricerche locali - Google spesso inserisce risultati locali di Google+ nelle normali SERP organiche.
  12. Google News Box - Alcune query attivano i risultati di Google News spostando verso il basso i normali risultati organici delle SERP.
  13. Preferenze dei grandi Brand - Per alcune tipologie di ricerche short-tail (a coda corta) Google dà una spinta alle pagine dei grandi brand.
  14. Risultati per Shopping - Google talvolta mostra Google Shopping nelle ricerche organiche
  15. Risultati delle immagini - Google talvolta mostra le immagini nei risultati di ricerca organici  per query comunemente usate su Google Immagini.
  16. Risultati per un unico sito per brand - Quando la ricerca è indirizzata verso un brand possono essere mostrati risultati di un unico sito.

SEGNALI SOCIALI

  1. Numero di tweet - Come per i link anche il numero di tweet è un fattore di qualità che influenza il rank di una pagina e di un sito.
  2. Autorevolezza dell'account Twitter - È probabile che i tweet che provengono da account con moltissimi follower abbiano una rilevanza superiore ai tweet da account con pochi follower.
  3. Numero di Mi Piace su Facebook - Anche se Google non può accedere alla maggior parte degli account Facebook è probabile che il numero di Mi Piace che riceve una pagina rappresenti un debole segnale di qualità e quindi influenzi il ranking.
  4. Numero di Condivisioni su Facebook - Le condivisioni su Facebook essendo concettualmente simili ai backlink è probabile che influenzino il ranking più dei Mi Piace di cui al numero 3).
  5. Autorevolezza degli account Facebook - Come per Twitter le azioni compiute su Facebook da pagine popolari hanno più peso di quelle con pochi sostenitori o amici.
  6. Pin su Pinterest - È probabile che Google consideri i Pin su Pinterest un debole segnale sociale
  7. Voti sui siti di condivisione sociale - È possibile che Google utilizzi i voti su siti quali StumbleUpon, Reddit e Digg come un altro tipo di segnale sociale.
  8. Numero di +1 su Google+ - Nonostante che Matt Cutts abbia dichiarato come i voti su Google Plus non abbiano influenza diretta sul ranking è difficile pensare che Google non li consideri.
  9. Autorevolezza degli account Google+ - Come per gli altri social un +1 da un account inserito in molte Cerchie è più importante di un +1 dato da account meno seguiti.
  10. Verifica dell'autore con Google+ - La Google Authorship o Attribuzione dei contenuti come dichiarato da Eric Schmidt permetterà ai risultati di ricerca di autori verificati di avere una posizione migliore rispetto agli altri.
  11. Pertinenza dei segnali sociali - Google probabilmente utilizza il testo che circonda il link per giudicare la pertinenza del segnale sociale collegato.
  12. Quantità dei segnali sociali di un sito - Il numero di segnali sociali ottenuti da un sito può aumentare il suo ranking complessivo e quindi aumenterà la sua visibilità complessiva in tutte le ricerche che lo riguardano.

SEGNALI DEL BRAND

  1. Nome nel brand nel testo di ancoraggio - È un semplice ma forte segnale di brand.
  2. Ricerche del brand - Se gli utenti cercano su Google il nome del tuo sito questo è probabilmente un forte segnale di brand che aumenterà il suo ranking.
  3. Pagina Facebook - Se il sito ha una pagina Facebook omonima con un sacco di Mi Piace si tratta di un forte segnale di ranking.
  4. Account Twitter - Un sito che ha un account Twitter collegato con molti follower rappresenta un forte segnale di popolarità per il brand.
  5. Pagina Ufficiale di Linkedin - La maggior parte delle imprese reali ha una pagina Linkedin
  6. Dipendenti su Linkedin - Utenti di Linkedin che dichiarano di lavorare per il tuo sito è un forte segnale di brand
  7. Legittimità degli account sociali - Un account sociale con 10000 seguaci e 2 soli post ha un impatto diverso su Google rispetto a un account con molte interazioni.
  8. Menzioni del brand nelle Notizie di Google - I grandi brand vengono citati su Google News.
  9. Co-citazioni - I brand possono essere citati senza essere linkati. Google considera queste menzioni come un importante fattore di brand e popolarità.
  10. Numero dei sottoscrittori RSS - Il numero degli utenti iscritti ai feed del sito visto che FeedBurner appartiene a Google rappresenta un forte segnale di popolarità.
  11. Localizzazione con Google+ - Le grandi imprese hanno uffici fisici in specifiche località. Quindi la localizzazione può servire a determinare se il sito in oggetto è un grande brand.
  12. Sito collegato a tassazione - Google può verificare se un sito è collegato a un business in cui si pagano le tasse e questo è un altro segnale di ranking per il brand.

FATTORI DI WEBSPAM SUL SITO

  1. Penalizzazione Panda - I siti con contenuti di bassa qualità sono meno visibili nelle SERP dopo che sono stati colpiti da una penalizzazione Panda.
  2. Link ai cattivi vicini - Linkare siti malvisti da Google può danneggiare la visibilità di un sito
  3. Cloaking -  Presentare agli utenti umani dei contenuti diversi da quelli dei motori di ricerca non solo può penalizzare ma addirittura portare alla deindicizzazione di un sito.
  4. Popup e pubblicità che distrae - I popup e la pubblicità invasiva possono essere un indicazione di un sito di bassa qualità.
  5. Sito super ottimizzato - Una ottimizzazione eccessiva del sito come il keyword stuffing può portare a un peggioramento del ranking.
  6. Pagina super ottimizzata - Quello che vale per tutto un sito di cui al punto 5) può valere anche per una singola pagina o una singola query di ricerca.
  7. Annunci Above the Fold - Google penalizza i siti con molti annunci above the fold vale a dire visibili alla prima apertura della pagina anche se Adsense invece consiglia proprio questa posizione. La penalizzazione riguarda soprattutto i siti con molta pubblicità e pochi contenuti.
  8. Nascondere i link di affiliazione - Se si tenta di nascondere i link di affiliazione soprattutto con attività di cloaking può portare a una penalizzazione.
  9. Siti Affiliati - Google non guarda di buon occhio i siti che monetizzano con link di affiliazione e quindi li mette sotto la lente di ingrandimento.
  10. Contenuti autogenerati - Google non è un fan dei contenuti autogenerati dal computer quindi un tale sospetto può portare a una penalizzazione o a una deindicizazione.
  11. Eccesso di Page Rank Sculpting - Il Page Rank Sculpting è quella pratica di usare il nofollow con i link interni per favorire il fluire del PR a determinate pagine. Se si eccede può portare a una penalizzazione. Matt Cutts consiglia di non mettere mai il nofollow nei link interni.
  12. Indirizzo IP contrassegnato come spam - Se l'IP di un server è stato contrassegnato come spam può incidere su tutti i siti che vi sono ospitati.
  13. Meta Tag Spamming -  Il Keyword Stuffing di cui al punto 5) può riguardare anche le metatag e se il sospetto che questo sia stato fatto per ingannare l'algoritmo può portare a delle penalizzazioni.

 

FATTORI WEBSPAM ESTERNI AL SITO

  1. Flusso innaturale di link - Un improvviso e innaturale flusso di backlink è il sintomo di collegamenti fasulli e quindi deprecati.
  2. Penalizzazione Penguin - I siti colpiti dall'aggiornamento Penguin sono significativamente meno visibili degli altri.
  3. Alta percentuale di link di bassa qualità - Una percentuale alta di link che escono da commenti o post sui forum può essere indice di bassa qualità e di pratiche scorrette.
  4. Pertinenza dei domini che ci linkano - I siti con una quantità alta di link provenienti da siti non collegati come pertinenza sono stati i più colpiti dal Penguin Update.
  5. Avvertimenti per link innaturali - Google ha inviato un sacco di messaggi tramite gli Strumenti per webmaster quando ha rilevato link innaturali.
  6. Link della stessa classe C IP - I link che provengono dallo stesso server IP può essere un segnale li link building e quindi portare a una penalizzazione.
  7. "Veleno" nell'anchor text - Se il testo di ancoraggio di link verso il nostro sito è rappresentato da un termine abusato può essere un segnale di spam o di sito hackerato. In entrambi i casi la cosa può portare a una penalizzazione.
  8. Penalizzazioni manuali - Google ha anche comminato penalizzazioni manuali.
  9. Vendita di link - Tale pratica è molto osteggiata da Google è può portare a forti penalizzazioni e a limitare la visibilità di un sito.
  10. Google Sandbox - I siti che ottengono un improvviso afflusso di link sono messi nel Sandbox di Google che ne limita temporaneamente la ricerca e la visibilità.
  11. Google Dance - La Google Dance può modificare temporaneamente la classifica. Secondo un brevetto di Google questo può essere un modo per scoprire se un sito sta cercando di ingannare l'algoritmo del motore di ricerca.
  12. Disavow Tool - Lo strumento per disconoscere i backlink può cancellare una penalità manuale o algoritmica per i siti che sono stati vittima di una SEO negativa.
  13. Richiesta di riconsiderazione - Una richiesta di riconsiderazione a Google può risollevare da una penalizzazione dopo che ne siano state rimosse le ragioni.

RIEPILOGO

  1. FATTORI DEL DOMINIO                                                                    10 fattori
  2. FATTORI PAGE LEVEL                                                                        49 fattori
  3. FATTORI DI RANKING NEL SITO                                                     18 fattori
  4. FATTORI DI RANKING DERIVATI DAI BACKLINK                       48 fattori
  5. FATTORI DI RANKING DA INTERAZIONE DEGLI UTENTI        10 fattori
  6. REGOLE SPECIALI DELL'ALGORITMO DI GOOGLE                    16 fattori
  7. SEGNALI SOCIALI                                                                               12 fattori
  8. SEGNALI DEL BRAND                                                                         12 fattori
  9. FATTORI DI WEBSPAM SUL SITO                                                    13 fattori
  10. FATTORI WEBSPAM ESTERNI AL SITO                                          13 fattori
In totale sono stati presi in esame 201 fattori di ranking. Google ha sempre detto che il suo algoritmo prende in considerazione più di 200 parametri e sicuramente ce ne saranno altri che per il momento non sono noti ma che verranno scoperti in futuro per i test effettuati dagli esperti SEO oppure per delle semplici comunicazioni da parte degli ingegneri di Google.




1 commento :

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