Pubblicato il 05/10/10 - aggiornato il  | 18 commenti :

Il futuro degli aggregatori di notizie in Italia e nel mondo.

Il concetto di aggregatori di notizie è forse un po' vago e spesso si usa l'espressione inglese social bookmarking. Si tratta di siti che servono per fare da cassa di risonanza a articoli di siti o blog. Le notizie qualche volta sono postate da persone esterne ma il più delle volte sono gli stessi autori che lo fanno nella speranza di vedere aumentare il traffico.

Un paio di anni fa questo sistema di promozione del blog ha avuto il suo massimo splendore con siti come Digg negli USA e OKNotizie in Italia. Scrissi anche un post con una recensione di tutti i social bookmarking disponibili in quel momento; ne elencai una cinquantina.

Poi c'è stato l'avvento di Twitter e quello molto più devastante di Facebook. Se prima tutti i blogger avevano in fondo ai post i bottoni di voto e condivisione per i social network adesso, in molti di essi, sono rimasti solo il Mi Piace di Facebook e poco altro.

Questa tendenza negativa si è manifestata soprattutto negli Stati Uniti anche sotto l'aspetto economico. Digg ha cominciato a perdere un sacco di soldi e Technorati è stato sempre più ignorato.

La risposta del management è stata opposta e i due giganti degli aggregatori hanno deciso di percorrere una strada di ristrutturazione completamente diversa. Technorati ha deciso di puntare su siti e blog solo di lingua inglese. Adesso si potrà sempre inserire un nostro blog nella directory di Technorati ma, se non è di lingua inglese, non avrà autorità e non la darà neppure ad altri siti. I blog non di lingua inglese già presenti sono stati declassati a Autorità 1 e sostanzialmente abbandonati a loro stessi. Il tutto è spiegato in questa FAQ.

Digg, che invece bannava i siti con contenuti non inglesi, adesso li consente e ne permette anche l'acquisizione automatica dei feed. I risultati sono deludenti in entrambi i casi. Anzi sembra che se ne sia avvantaggiato il loro competitor naturale che è Reddit.

In Google Trends si possono comparare i visitatori dei singoli siti semplicemente separando con una virgola i rispettivi URL e cliccando su Search Trends. Ecco il grafico relativo ai visitatori unici di Digg, Technorati e Reddit negli ultimi mesi

digg-technorarti-reddit

Digg rimane il più seguito ma la sua curva è in netta decrescita, Technorati sembra destinato a un inesorabile ridimensionamento mentre, come detto, Reddit ha tratto giovamento dal cambio di strategia di Digg.

E in Italia come se la passano i vari social bookmarking? Ho utilizzato le stesso strumento per fare un check-up dei nostri social. In alcuni casi non hanno neppure un numero di visitatori sufficienti per essere rilevati da Google Trends. E' il caso di BlogBabel i cui dati degli ultimi mesi non sono stati rilevati e che in passato aveva fatto invece la storia della blogosfera italiana

blogbabel

e questo nonostante sia entrato a far parte del gruppo di Liquida. Vediamo appunto un confronto tra Liquida, Wikio e Fai Informazione che sono degli aggregatori che lavorano con i feed

liquida-wikio-fai-informazione

Si nota un buon comportamento di Liquida, una tenuta di Fai Informazione e un vero e proprio crollo di Wikio. Vediamo invece i dati degli aggregatori in cui occorre postare le notizie manualmente. I vecchi lettori di questo blog sanno che non mi sono mai andati molto a genio perché succhiano i commenti, fanno perdere tempo prezioso e portano un traffico irrisorio con la sola eccezione di OKNotizie, ma solo se si sta diverso tempo in Homepage, cosa che accade solo a chi fa parte di un gruppo che si vota reciprocamente gli articoli.

oknotizie-diggita

OKNotizie ha una curva lievemente discendente ma ancora si difende mentre per Diggita si può parlare di un vero tracollo. Se si analizzano i dati di social più piccoli il risultato è sostanzialmente analogo

upnews-ziczac-technotizie

UpNews e Zic Zac sono in caduta e, negli ultimi mesi, i loro dati non sono stati neppure rilevati mentre Technotizie è assolutamente sconosciuto per Google Trends, così come lo sono gli altri social bookmarking minori.

Il risultato dell'indagine è che Facebook sta cannibalizzando tutto e in Italia, oltre a Liquida, che però è un progetto originale e ben supportato anche come finanziamenti, il solo OKNotizie sembra reggere l'urto, ma per quanto? Se si va sulla homepage del sito si vede che ci sono ancora diversi articoli che vengono commentati ma quanto ci vorrà perché queste discussioni non si spostino definitivamente nei Profili e nelle pagine fan di Facebook?





18 commenti :

  1. Ottima indagine, ottime riflessioni ed interrogativi. Personalmente rimpiango quando facebook non era ancora un tormentone, e la vita della gente non si concentrava lì per la maggior parte del tempo.

    Ci sono anche aspetti positivi, indubbiamente, come un maggior flusso di informazioni o l'eco di alcune che passerebbero inosservate. Nonostante ciò bisogna ammettere che sta sconvolgendo tutta la rete, decretando la fine di moltissimi siti autorevoli o utili, influenzando gli algoritmi di ricerca su google e spostando l'attività di utenti da forum/blog al social network stesso. Non sarà mai più come prima.

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  2. @Emanuele
    Noi non possiamo fare altro che seguire la corrente ^_^

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  3. articolo molto interessante, sono sempre stata un po' in dubbio sulla convenienza degli aggregatori

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  4. Esatto, come unico rimedio possiamo solo seguire la corrente. :)

    Ciao Parsi, come sempre ottimo articolo.

    Ci sentiamo. :)

    LeNny.

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  5. @filokalos
    @LeNny
    Io ho sempre usato poco gli aggregatori in cui bisogna perdere tempo a postare e mi sono trovato sempre bene. Un anno e mezzo fa feci anche un esperimento
    http://www.ideepercomputeredinternet.com/2009/05/come-aumentare-il-numero-dei-visitatori.html
    dateci un'occhiata perché credo sia ancora attuale.

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  6. "Noi non possiamo fare altro che seguire la corrente ^_^"
    e perchè mai?? nessuno ci obbligo di farlo e nesusno ci proibisce di....crearne una nuova perchè no? magari tutta italiana......

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  7. Grazie Parsifal, ecco perchè non riuscivo a farlo accettare, avevo letto che facebook,(forse qui da te, diciamo che la tua pagian la apro la mattina subito dopo tgcom)sta facendo la parte del leone, e anche io che fino ad oggi avevo usato facebook solo per controllare gli amici dei miei figli, ho deciso di cominciare ad usarlo come aggregatore, grazie sei sempre disponibile :)

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  8. @gio6868
    Faccio quello che posso

    @wolfsrain
    Magari si riuscisse a creare una nuova corrente e una nuova tendenza di comportamento :-)

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  9. Analisi estremamente interessante, personalmente non sono un'amante di facebook e simili, utilizzo ok notizie e diggita più che altro per il classico link. Se non sbaglio i link su fb sono no-follow, quindi la valenza del link mi pare altamente inutile se non come mezzo di trasmissione dei propri contatti. Resto dell'idea che sia meglio puntare su un posizionamento da parola chiave e da contenuto che catturi utenti veri direttamente nei motori di ricerca.

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  10. @Bblogger
    L'85% dei visitatori arriva nel mio blog tramite i motori di ricerca. Però gli arrivi da Facebook, pur modesti per il momento, sono in costante crescita.
    E' vero che i link FB sono nofollow però lo sono anche molti di quelli degli aggregatori. Credo che a parte Diggita e Il Bloggatore nessuno dia il dofollow.
    In ogni caso anche i link nofollow possono contribuire al PR specie se sono moltissimi
    http://www.ideepercomputeredinternet.com/2009/09/come-migliorare-il-page-rank-con-i.html
    Ciao

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  11. Ciao,st facendo una piccola ricerca...volevo trasformare blognotesalento in un aggregatore prettamente salentino...
    E' possibile fare una cosa del genere con blogspot?C'è qualcosa che si puo installare per postare le notizie tramite feed come liquida?
    Ciao e grazie

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  12. @Petra
    Non mi risulta sia possibile

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  13. Ernesto, è possibile avere un tuo aggiornamento della situazione a ottobre 2012? potrebbe essere interessante verificare cosa è cambiato in questi 2 anni.

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    1. @EdoardoOsti
      E' cambiato che è arrivato il Panda Update che ha ridotto ai minimi termini il traffico dei siti aggregatori, in pochissimi si sono salvati. A distanza di due anni si può dire che non è più conveniente postare gli articoli da nessuna parte
      ma solo condividerli su Twitter, Facebook e Google Plus.

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    2. E tra poco nemmeno lì, affidandosi invece a STumbleUpon e a Digg, cominciando a convertire l'italiano in inglese... o sbaglio? C'è in atto un tentativo da parte di FB di monetizzare (necessario, perchè se ci si quota in borsa poi si deve rispondere agli azionisti, più che a sè stessi), e anche qui il potenziale della condivisione diminuirà non poco.
      O sbaglio?

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    3. @EdoardoOsti
      Nessuno può prevedere quello che accadrà. Solo qualche anno fa MySpace sembrava il futuro poi è arrivato Facebook e lo ha spazzato via. Non si può escludere che arrivi qualche altro servizio che riduca Facebook ai minimi termini.

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